La competenza alla progettazione come orientamento al cliente. L’esperienza in un consultorio di Roma

di Paola Cavalieri e Federica Di Ruzza con i contributi di operatori e tirocinanti del Consultorio “Al Quadraro” di Roma

Un gruppo di operatori di un consultorio romano incontra, nel proprio lavoro di consulenza, un cambiamento nelle domande di famiglie implicate nelle esperienze di separazione e divorzio. In particolare, emerge una domanda degli uomini separati ad essere sostenuti e orientati nella riorganizzazione della funzione di padre connessa alla separazione.

L’associazione Across, nelle figure di Paola Cavalieri e Federica Di Ruzza, supporta ora gli operatori nel pensare come il Consultorio possa occuparsi delle nuove problematiche portate dai padri separati.

In questo contesto, in una fase avanzata del percorso formativo sulla progettazione, proponiamo di scrivere per il blog L’AltroParlante caratterizzato da lettori curiosi e da una redazione interessata allo sviluppo di precise linee editoriali. L’intento è proporre un contesto esterno, estraneo al gruppo in formazione, con il quale interloquire utilizzando l’estraneità come occasione per pensare. La proposta dapprima appare attraente ma anche complicata. L’invito viene infine accolto, il documento redatto a più mani, rivisto, ripensato, approvato dall’intero gruppo; integrato anche da uno scritto dei tirocinanti implicati in una attività di mappatura di servizi per i padri separati.

Un documento che testimonia il percorso formativo centrato sulle competenze a coniugare nuove domande e nuovi servizi del Consultorio familiare al Quadraro, ricorrendo alla progettazione. Un documento che rappresenta al contempo un punto di arrivo e di partenza per il gruppo di lavoro

Siamo un’equipe di professionisti psicoterapeuti del consultorio familiare “al Quadraro” e ci occupiamo di individui, coppie e famiglie, orientando le nostre competenze anche alla progettazione di nuovi servizi e strumenti di intervento. Dai servizi “ordinari” del consultorio e dal confronto con avvocati esperti in diritto di famiglia, arrivano domande che attengono alla crisi del sistema famigliare durante il processo di separazione. Abbiamo, pertanto, deciso di orientare un nostro nuovo servizio destinato ai padri separati. Negli ultimi due anni abbiamo riscontrato un aumento di richieste da parte di questa categoria specifica che è diventata sempre più sofferente e “fragile”. L’ultimo anno ha visto l’acuirsi delle difficoltà intrafamiliari a causa della convivenza forzata dovuta alla pandemia, a cui è corrisposto un aumento delle separazioni. Durante gli incontri di accoglienza con le famiglie, abbiamo osservato un’estrema difficoltà da parte dei padri separati o in via di separazione nella gestione delle relazioni con mogli e figli nel nuovo assetto familiare: profonda sofferenza nella perdita della quotidianità, senso di fallimento del progetto di coppia, l’esacerbazione delle difficoltà economiche e l’impoverimento del ruolo sociale e personale della figura del padre separato, sono solo alcuni dei temi più significativi emersi dalla nostra analisi.

Il nostro obiettivo, come operatori e progettisti del consultorio, è di progettare un servizio che accompagni il processo di separazione attenuando la conflittualità e i possibili rischi correlati; facilitare una genitorialità funzionale ai cambiamenti in atto; favorire una riorganizzazione familiare armonica e orientata al benessere psicologico di ogni membro; facilitare la costruzione di nuovi nuclei per sostenere le dinamiche familiari e di coppia emergenti. Date le premesse, proponiamo un lavoro multidisciplinare orientato ad offrire un sostegno psicologico individuale per i padri separati, e parallelamente un lavoro di gruppo orientato alla gestione delle difficoltà nella relazione con i figli, tenendo conto della fase evolutiva di quest’ultimi con i relativi compiti di sviluppo. Queste azioni sono da intendere come elementi cardine di un progetto più ampio, che tenga conto dell’attuale complessità della realtà storica e dell’impatto che la pandemia ha esercitato sull’intero sistema sociale e di relazioni familiari.

Laura Boccanera, Maria Letizia Castano, Cristiana Fabretti, Marta Giner Alventosa Tiziana Lania, Guido Palopoli

Sembra, dunque, delinearsi un’ipotesi di rapporto tra competenza a progettare e l’incontro di domande nuove per il servizio.

Ma cosa si intende per progettare? Quali competenze caratterizzano la competenza alla progettazione?

In un percorso formativo di 5 incontri proviamo a trattare queste domande in rapporto al contesto del consultorio.

Le attività offerte dal consultorio constano di consulenze individuali, familiari, di gruppo a cui lavorano psicologi, assistenti sociali, psicoterapeuti con specifici orientamenti teorici e tecnici. Riuscire a cogliere una nuova domanda sembra un’occasione capace di convocare un processo di denaturalizzazione, inteso come possibilità di ridefinire confini e oggetti della realtà, esplorare e ripensare competenze, riorganizzare funzioni, riconoscere e costruire relazioni nel servizio e nel territorio entro cui l’organizzazione impatta, definire obiettivi chiari e verificabili, ma anche prevedere la possibilità di incontrare incertezza e imprevisti da fronteggiare e conoscere.

Pensare un progetto per una specifica domanda, dunque, significa qui guardare con occhi nuovi a colleghi con cui si lavora quotidianamente da anni, curiosi di esperienze e competenze finora poco esplorate e raccontate perché sembravano mancare occasioni; guardare con occhi nuovi al territorio in cui ci si sente e si viene vissuti come un’istituzione, immaginare nuove funzioni anche per quelle presenze temporanee rappresentate dai tirocinanti, spesso implicati in intensi lavori con un singolo tutor, ora invece operativi in gruppo in rapporto alla committenza di un gruppo. Questi occhi nuovi nascono dal rapporto con un cliente che pone una domanda “divergente”, che si è capaci di guardare, ma che chiede anche una riorganizzazione metodologica ed epistemologica per poter essere compresa. L’equipe del servizio, dunque, diventa un gruppo di progettazione che mappa al proprio interno risorse e competenze divergenti, esplora il territorio che finora sembrava conosciuto, si fa committente ad un gruppo di tirocinanti, emancipando il lavoro da categorie note.

Siamo sei tirocinanti in psicoterapia presso il Consultorio Familiare “Al Quadraro”. La nostra esperienza formativa si è arricchita della  partecipazione ad  un progetto dedicato al sostegno dei padri separati in condizioni  di fragilità. Questo progetto si è articolato in più fasi: lavoro di mappatura delle associazioni presenti nel comune di Roma, nella regione Lazio e nel territorio nazionale che si occupano di padri separati; creazione di un’intervista per le associazioni e gli Enti; lavoro sull’analisi della domanda presso il consultorio verificando le potenzialità del progetto; lavoro sulla giurisprudenza in merito alla separazione; verifica dei progetti italiani ed europei su tale realtà […].

L’aver partecipato al progetto che vedrà l’attivazione di un servizio rivolto ai padri in difficoltà all’interno del Consultorio ci ha permesso di conoscere una realtà, quale quella dei padri, spesso ignorata, ed anche di avvicinarci e comprendere meglio le difficoltà vissute dai padri separati o in procinto di separarsi, producendo, nella nostra esperienza, una maggiore sensibilizzazione sul tema. È stato anche possibile venire a contatto con la ricchezza e la varietà di iniziative di associazioni […].

Saper dell’esistenza di questo progetto ci consente di aver in mente che questi padri non sono più così soli, permettendoci di poter offrire un’alternativa ai padri che ne avranno bisogno e che incontreremo in stanza di terapia

Cecilia Acanfora, Andrea Atzeni, Maria Giovanna Cella, Gerardina Di Geronimo, Michela Muscas, Elisa Volturo

In conclusione, possiamo dire che la competenza a progettare sia una competenza profondamente clinica in quanto connessa alla possibilità di leggere e ripensare rapporti in relazione a cambiamento e domande. Reinterrogare l’organizzazione, la committenza, i clienti, il contesto, in relazione al cambiamento pare una competenza che, come sembrano cogliere anche i tirocinanti nel loro contributo, attiene anche l’intervento psicoterapeutico nel contesto dei servizi, anche quando questo prende la forma di colloqui individuali in una stanza.

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